sabato 14 marzo 2009

buongiorno professò...

Ciao :)

Mosca biricchina, piangi piccina, nella ragnatela tu sarai.... mangiata.

John Dalton

John Dalton (1766-1844), scienziato inglese, fondatore dell'atomistica chimica moderna.
Usando miscele gassose, studia e chiarisce le relazioni ponderali fra elementi.
Nel 1801-1802 enuncia la "legge delle pressioni parziali"
Lo scienziato il 6 settembre 1803,compila una prima tabella di pesi atomici, tabella affetta da errori concettuali, ma fondamentale perché la prima che sia stata elaborata (gli errori sono legati alla convinzione che il numero di particelle di vari gas in un dato volume possa essere diverso, d'altronde non aveva conoscenza dell'esistenza di molecole biatomiche, perciò interpretò le sue esperienze sulla base che il gas idrogeno fosse H e non H2).
Egli usò inoltre simboli nuovi per identificare gli atomi, ma anche per alcuni composti, poiché non esistevano ancora metodi per individuarli come tali, per esempio KOH e NaOH; adottò anche un modello simbolico per mostrare che gli atomi potevano unirsi in rapporti diversi, pur immaginando "molecole" assolutamente improbabili e, alla luce delle attuali conoscenze, impossibili.
Per capire l'importanza del contributo di Dalton allo sviluppo della moderna chimica, con la sua innovativa simbologia, basti pensare che, prima di lui, vigeva ancora l'abitudine di tentare di "comunicare" mediante simbologie che si rifacevano all'alchimia ed all'astrologia, con descrizioni di processi che sembravano più racconti fantastici che esperienze reali e con simboli fantasiosi e mitologici.

Protone: storia e caratteristiche

Il protone è una particella dotata di carica elettrica positiva che può esistere libera o legata in un nucleo atomico. La sua scoperta viene generalmente attribuita a Ernest Rutherford, che nel 1919 produsse protoni dotati di elevata velocità bombardando atomi di azoto con particelle a, sebbene il fisico tedesco Eugene Goldstein ne avesse in precedenza ipotizzato l'esistenza per spiegare i suoi esperimenti. Il meccanismo di questo processo di disintegrazione nucleare fu però osservato per la prima volta da Blackett, nel 1925, utilizzando una camera a espansione. Il valore della carica elettrica del protone è uguale a quello dell'elettrone, ma di segno opposto: 1,602 × 10-19 coulomb. La sua massa è poco più di 1800 volte quella dell'elettrone (circa 1836 volte) e quasi uguale a quella del neutrone: il protone ha infatti una massa a riposo di 1,6726231 × 10-27 kg.

Il neutrone

Il neutrone è uno dei due costituenti del nucleo atomico. Massa: 10% maggiore di quella del protone; raggio: rn= 1Fm. La caratteristica dei neutroni a differenza delle altre particelle subatomiche è l'assenza di carica elettrica. L'assenza di carica del neutrone lo rende difficile da rilevare ma anche da controllare. Le particelle cariche possono essere accelerate, decelerate da campi elettrici o magnetici, che però non hanno effetto sui neutroni. I neutroni liberi possono essere ottenuti solo dalla disintegrazione del nucleo; l'unico mezzo per controllarli è quello di porre dei nuclei sulla loro traiettoria in modo che i neutroni vengano rallentati o assorbiti nella collisione. La scoperta del neutrone si deve al fisico inglese Chadwick che nel 1932 fornì una nuova interpretazione degli esperimenti effettuati negli anni precedenti.

Il protone

Il protone è insieme al neutrone uno dei due costituenti del nucleo atomico. Il protone è molto piu pesante dell'elettrone; la sua massa è infatti circa 200 volte quella dell elettrone.
massa: Mp= 1,67 x 10(-24) gr
il raggio: Rp= 1 Fm ( 1 Fm = 10(-15) m)
Questa grandezza viene chiamata Fermi (Fm) dal nome del grande fisico italiano Enrico Fermi, ed è spesso usato per le misure atomiche e subatomiche. La scoperta del protone non è legata ai risultati di un esperimento, infatti itorno al 1920 si accertò che non esisteva alcun componente nucleare di carica positiva piu leggero dell'atomo di idrogeno si arrivo alla conclusione che il costituente fondamentale dei nuclei atomici fosse il nucleo dell'idrogeno che fu chiamato ''Protone''.

L'elettrone


L'elettrone è una particella subatomica che appartiene alla classe dei leptoni. L'elettrone è il piu leggero e il piu piccolo delle tre particelle che costituiscono gli atomi. Esso possiede una carica elettrica negativa. Gli studiosi non sono ancora riusciti a misurare il raggio dell'elettrone date le sue piccole dimensione; per questo fatto esso è detto puntiforme. L'elettrone venne scoperto nel 1897 da J. J. Thompson che mise per la prima volta in evidenza l'esistenza delle particelle elementari.

Neutrone: storia e caratteristiche

L'esistenza del neutrone venne ipotizzata nel 1920 dal fisico britannico Ernest Rutherford e da altri scienziati, ma la verifica sperimentale si ebbe solo nel 1932 per merito del fisico britannico James Chadwick. Nel 1930, W. Bothe e H. Becker osservarono l'emissione di radiazione neutra mentre bombardavano con particelle alfa (nuclei di elio) un bersaglio di berillio. Il successivo contributo fu apportato a cavallo tra il 1931 e il 1932 da Irene Curie e suo marito F. Joliot a Parigi: essi mostrarono che questa radiazione misteriosa, se colpiva paraffina o altri composti contenenti idrogeno, ne provocava l'espulsione di protoni di alta energia. Finalmente, nel 1932, Chadwick, sulla base dei risultati di alcuni esperimenti da lui eseguiti su questa nuova radiazione, constatò che questa non poteva essere radiazione elettromagnetica (fotoni), ma particelle neutre (cioè con carica elettrica nulla) di massa circa uguale a quella del protone, il neutrone che ha massa pari a 1,675 × 10-27 kg.

Elettrone: storia e caratteristiche

Le particelle fondamentali costituenti l’atomo sono tre: elettrone, neutrone e protone.Già nel 1860 William Crookes effettuò esperimenti con il tubo di Geissler (tubo a scarica con all'interno vari gas a pressione inferiore di quella atmosferica): scoprì che si generava una luce di colori diversi a seconda del gas utilizzato; questa luce partiva dal catodo (polo negativo) e fluiva verso l'anodo (polo positivo).
Questi raggi, poi definiti catodici, vennero utilizzati da Thomson per i suoi esperimenti. Nel 1874 poi il fisico irlandese George Stoney utilizzò per primo l'elettrone come unità fondamentale dell'elettrochimica, e fu il primo a dare il nome alla particella.
La scoperta della natura di particella subatomica dell'elettrone fu però fatta nel 1897 da J. J. Thomson all'interno del Laboratorio Cavendish dell'Università di Cambridge, mentre svolgeva esperimenti sul tubo catodico. Egli già nel 1895 aveva constatato, lavorando sempre sui raggi catodici, che applicando un campo magnetico ed elettrico, il rapporto tra la carica elettrica e la massa era uguale a 5,273 · 1017 e/g. Da questo si dedusse che l’elettrone ha massa a riposo di 9109 x 10-28 g. Nel 1909 poi Robert Millikan calcolò la carica elettrica dell'elettrone (pari a 1602 x 10-19 coulomb) con il famoso esperimento della goccia d'olio.

giovedì 12 marzo 2009

La scoperta del neutrone

Nei primi anni del XX secolo si riteneva che la materia fosse costituita da atomi, a loro volta costituiti da elettroni e protoni. Dal momento che queste particelle avevano carica elettrica uguale ma di segno contrario, gli elettroni avevano carica positiva, mentre i protoni carica negativa, si era perciò convinti che l’atomo, che era elettricamente neutro, contenesse lo stesso numero di protoni e di elettroni in modo che le cariche si annullassero a vicenda.

Nel 1930, il tedesco Walter Wilhelm Bothe, analizzando una radiazione secondaria ottenuta inviando raggi alfa ottenuti dal polonio su una lamina di berillio, scoprì che la radiazione era composta da particelle prive di carica elettrica.

Nel 1932 l’inglese James Chadwich, dimostrò che la radiazione secondaria ottenuta da Bothe era sempre formata da particelle con massa uguale, indipendentemente dal materiale utilizzato, a queste particelle venne dato il nome di neutroni, esse sono prive di carica elettrica.

La massa del neutrone è 1,675 X 10-27 kg, quasi uguale a quella del protone, perciò era chiaro che il neutrone non poteva essere formato dall’unione di un protone con un elettrone.

Possiamo perciò affermare che gli atomi contengono tre tipi di particelle principali, i neutroni, gli elettroni e i protoni.

Il neutrone

L'esistenza di una particella neutra (neutrone), fu ipotizzata per la prima volta dal fisico inglese James Chadwick, per spiegare l origine di alcune radiazioni scoperte da IRENE CURIE a Parigi.
Grazie a questa scoperta CHADWICK vinse il premio nobel per la fisica.
Il neutrone è privo di carica elettrica, e come il neutrone è un costituente dei nuclei atomici;la sua massa è pari a 1.675 *10-27 Kg (10 elevato -27), la sua scoperta venne ipotizzata non solo da CHADWICK ma anche da altri grandi fisici come RUTHEFORD ecc.,ma solo CHADWICK riusci a verificarne l'esistenza. Come costituente dei nuclei atomici il neutrone è una particella stabile; allo stato libero invece decade in un protone,un Elettrone e un neutrino, con un tempo di dimezzamento di circa 17 minuti. Le particelle cariche acquisiscono energia solo quando passano attraverso la materia, a causa delle forze elettromagnetiche con il quale interagiscono;il neutrone invece,risente solo marginalmente di queste forze,però è soggetto alla forza nucleare forte;questa a effetto solamente se il neutrone si trova accanto a un altro nucleo. Quindi il neutrone è libero di proseguire il suo tragitto fino a che non va ad urtare un altro nucleo. Queste collisioni avvengono molto raramente a causa della ridotta sezione trasversale dei nuclei, i neutroni percorrono grandi distanze prima di collidere.

Le tre particelle atomiche

ELETTRONE

Delle tre particelle che costituiscono gli atomi, l'elettrone è di gran lunga il più leggero ed il più piccolo. Per avere un idea del suo peso dobbiamo pensare che ci vorrebbero dieci miliardi di miliardi di miliardi di elettroni per fare un solo grammo di materia! La sua massa è infatti: me = 9.1 × 10-28 gr
Il raggio dell'elettrone è così piccolo che non si è ancora riusciti a misurarlo; per questo diciamo che è puntiforme. Sappiamo inoltre che è privo di struttura interna, cioè è una particella fondamentale in quanto non composta da altre più piccole. Nell'uso comune, l'elettrone viene abbreviato con il simbolo "e-" e la sua carica elettrica per convenzione è negativa. La carica dell'elettrone Qe viene identificata come carica elementare. In questo modo, la carica di tutte le altre particelle viene riferita a quella dell'elettrone: la carica elettrica di una particella è sempre un multiplo intero o una frazione, segno a parte, della carica elementare Qe.
La scoperta degli elettroni, nel 1897, da parte di J.J. Tompson, ha messo in evidenza per la prima volta l'esistenza delle particelle elementari, o meglio la natura non continua della materia.

PROTONE

Il protone è, insieme al neutrone, uno dei 2 costituenti del nucleo atomico. Il protone è molto più pesante dell'elettrone; la sua massa è infatti circa 2000 volte quella dell'elettrone. mp = 1.67 × 10-24 gr. Il raggio del protone è: rp = 1 fm (1 fm = 10-15 m) Questa grandezza viene chiamata fermi(fm) dal nome del grande fisico italiano Enrico Fermi, ed è spesso usata per le misure atomiche e subatomiche. Per ottenere un fermi dobbiamo dividere un metro in un miliardo di parti, poi dividere quanto ottenuto in un milione di parti! Il protone viene comunemente abbreviato con il simbolo “p”, e la sua carica elettrica è uguale a quella dell'elettrone ma ha segno opposto, ovvero è positiva: QP = + e
Storicamente, la scoperta del protone non è legata ai risultati di un esperimento preciso, come è invece avvenuto per le altre particelle: infatti, intorno al 1920, si accertò che non esisteva alcun componente nucleare di carica positiva più leggero dell'atomo di idrogeno (ricordiamo che la massa degli elettroni è trascurabile rispetto a quella dei protoni) e si arrivò alla conclusione che il costituente fondamentale dei nuclei atomici fosse il nucleo di idrogeno, che fu chiamato protone (dal greco proton, che significa “primo”).

NEUTRONE

Il neutrone è, insieme al protone, uno dei 2 costituenti del nucleo atomico. La massa del neutrone è di circa 10% maggiore a quella del protone. Il raggio del neutrone è rn = 1 fm, come quello del protone.Il neutrone viene comunemente abbreviato con il simbolo “n”, e non possiede carica elettrica, ovvero è una particella elettricamente neutra. Nel 1930, W.Bothe e H Bekher osservarono l'emissione di radiazione neutra mentre bombardavano con particelle alfa (nuclei di elio) un bersaglio di berillio. Nel 1932, Chadwick, sulla base dei risultati di alcuni esperimenti da lui eseguiti su questa nuova radiazione, constatò che questa non poteva essere radiazione elettromagnetica (fotoni), ma particelle neutre (cioè con carica elettrica nulla) di massa circa uguale a quella del protone; il neutrone. Come riconoscimento per i risultati ottenuti con le sue ricerche, Chadwick fu insignito del premio Nobel per la fisica nel 1935.

La scoperta dell'elettrone

Delle tre particelle che costituiscono gli atomi, l'elettrone è di gran lunga il più leggero ed il più piccolo. Per avere un idea del suo peso dobbiamo pensare che ci vorrebbero dieci miliardi di miliardi di miliardi di elettroni per fare un solo grammo di materia! La sua massa è infatti: me = 9.1 × 10-28 g
Il raggio dell'elettrone è così piccolo che non si è ancora riusciti a misurarlo; per questo diciamo che è puntiforme. Sappiamo inoltre che è privo di struttura interna, cioè è una particella fondamentale in quanto non composta da altre più piccole. Nell'uso comune, l'elettrone viene abbreviato con il simbolo "e-" e la sua carica elettrica per convenzione è negativa. La carica dell'elettrone viene identificata come carica elementare. In questo modo, la carica di tutte le altre particelle viene riferita a quella dell'elettrone: la carica elettrica di una particella è sempre un multiplo intero o una frazione, segno a parte, della carica elementare.
Nel 1904 Sir Joseph John. Thomson (1856-1940 ), mentre studiava la conduzione elettrica nei gas (premio Nobel per la fisica nel 1906), scoprì che, facendo passare delle scariche elettriche attraverso un gas molto rarefatto contenuto in un tubo di vetro, si producevano raggi luminescenti proveniente dal catodo (elettrodo negativo), chiamati perciò raggi catodici. Thomson comprese che i raggi erano composti da particelle dotate di carica elettrica negativa e di massa piccolissima, uguali fra loro qualunque fosse il gas usato: le particelle così prodotte vennero chiamate elettroni.
Si scoprì in seguito che, nello stesso esperimento, si produceva anche un fascio di particelle aventi carica elettrica positiva. Il fascio positivo aveva una direzione di moto opposta al precedente e venne perciò chiamato fascio di raggi anodici.
Le particelle che componevano questo fascio non erano sempre uguali: la loro massa e quantità di carica trasportata dipendevano dal gas usato. Queste particelle furono chiamate ioni (il più piccolo di questi ioni si otteneva usando il gas idrogeno).
Thomson capì di trovarsi di fronte a “parti di atomi” e ipotizzò che l’atomo non fosse indivisibile come fino allora si credeva. Thomson trovò che le dimensioni dell’elettrone dovessero essere dell’ordine di 10-14 metri, mentre quelle di un atomo risultavano dell’ordine di 10-10 metri; ipotizzò quindi che lo spazio in cui non si trovavano gli elettroni fosse in parte occupato da particelle cariche positivamente e in parte da altra massa atomica.
Propose pertanto un modello di atomo, nel 1906, in cui le cariche negative erano immerse in una sfera positiva ed erano tra loro bilanciate.

La scoperta del protone

Servendosi di un catodo perforato Goldsein scoprì che oltre ai raggi catodici prendevano corpo anche raggi di un’altra specie. Tali raggi si muovevano in direzione opposta a quella dei raggi catodici, il che autorizzava ad ammettere che essi erano costituiti da particelle cariche positivamente in quanto le particelle che costituivano i raggi catodici erano cariche negativamente.
Sfruttando metodi particolari, si dimostrò che il minimo valore del rapporto massa/carica nei raggi positivi si otteneva quando il gas residuo nel tubo catodico era costituito da idrogeno. La particella positiva formata in queste circostanze possedeva un rapporto massa/carica 1836 volte maggiore di quello dell’elettrone. Inoltre tutti i rapporti massa/carica, erano multipli del rapporto massa/carica misurato per l’idrogeno.
Questa particella, a cui è stato dato il nome di protone e la cui massa è di 1,673 X 10-27 kg., è un costituente fondamentale dell’atomo, nonché la portatrice elementare della carica positiva,
Il numero di protoni, o di elettroni, è ciò che caratterizza in maniera determinante le proprietà chimiche e fisiche di un elemento chimico. Tale numero viene chiamato numero atomico (N.A.) di un elemento.

Ciao da Luigi

Ciao.

protone,neutrone,elettrone

NEUTRONE
Il neutrone è,insieme al protone, uno dei 2 costituenti del nucleo atomico. La massa del neutrone è di circa 10% maggiore a quella del protone. Il raggio del neutrone è rn = 1 fm, come quello del protone.Il neutrone viene comunemente abbreviato con il simbolo “n”, e non possiede carica elettrica, ovvero è una particella elettricamente neutra. Nel 1930, W. Bothe e H. Becker osservarono l'emissione di radiazione neutra mentre bombardavano con particelle alfaun bersaglio di berillio. Nel 1932, Chadwick, sulla base dei risultati di alcuni esperimenti da lui eseguiti su questa nuova radiazione, constatò che questa non poteva essere radiazione elettromagnetica, ma particelle neutre di massa circa uguale a quella del protone; il neutrone. Come riconoscimento per i risultati ottenuti con le sue ricerche, Chadwick fu insignito del premio Nobel per la fisica nel 1935.La scoperta del neutrone non si sarebbe tuttavia potuta realizzare se Bothe e Becker nel 1930, non avessero notato che particelle alfa emesse dal Polonio
PROTONE
Il protone è, insieme al neutrone, uno dei 2 costituenti del nucleo atomico.Il protone è molto più pesante dell'elettrone;la sua massa è infatti circa 2000 volte quella dell'elettrone. mp = 1.67 × 10-24 grIl raggio del protone èrp = 1 fm (1 fm = 10-15 m) Questa grandezza viene chiamata fermi dal nome del grande fisico italiano Enrico Fermi, ed è spesso usata per le misure atomiche e subatomiche. Per ottenere un fermi dobbiamo dividere un metro in un miliardo di parti, poi dividere quanto ottenuto in un milione di parti! Il protone viene comunemente abbreviato con il simbolo “p”, e la sua carica elettrica è uguale a quella dell'elettrone ma ha segno opposto, ovvero è positiva: QP = + eStoricamente, la scoperta del protone non è legata ai risultati di un esperimento preciso, come è invece avvenuto per le altre particelle: infatti, intorno al 1920si accertò che non esisteva alcun componente nucleare di carica positiva più leggero dell'atomo di idrogeno e si arrivò alla conclusione che il costituente fondamentale dei nuclei atomici fosse il nucleo di idrogeno, che fu chiamato protone.
ELETTRONE
Delle tre particelle che costituiscono gli atomi, l'elettrone è di gran lunga il più leggero ed il più piccolo. Per avere un idea del suo peso dobbiamo pensare che ci vorrebbero, dieci miliardi di miliardi di miliardi di elettroni per fare un solo grammo di materia! La sua massa è infatti:me = 9.1 × 10-28 gr Il raggio dell'elettrone è così piccolo che non si è ancora riusciti a misurarlo; per questo diciamo che è puntiforme. Sappiamo inoltre che è privo di struttura interna, cioè è una particella fondamentale in quanto non composta da altre più piccole. Nell'uso comune, l'elettrone viene abbreviato con il simbolo "e-" e la sua carica elettrica per convenzione è negativa. La carica dell'elettrone Qe viene identificata come carica elementare. In questo modo, la carica di tutte le altre particelle viene riferita a quella dell'elettrone: la carica elettrica di una particella è sempre un multiplo intero o una frazione, segno a parte, della carica elementare Qe. La scoperta degli elettroni, nel 1897, da parte di j.j thompson ha messo in evidenza, per la prima volta l'esistenza delle particelle elementari, o meglio la natura non continua della materia.

Buongiorno a tutti!!!

ciao a tutti!!!

Non solo neutroni...



M1 “Nebulosa del Granchio”: i resti di una supernova esplosa nel 1054. Al centro è rimasta una stella di neutroni (una pulsar di periodo 33ms) – HST


La chimica

La chimica è la scienza, o più precisamente quella branca delle scienze naturali, che interpreta e razionalizza la struttura, le proprietà della materia e le sue trasformazioni.

Tanti saluti dal protone

Il protone è una particella dotata di carica elettrica positiva che può esistere libera o legata in un nucleo atomico. La sua scoperta viene generalmente attribuita a Ernest Rutherford, sebbene il fisico tedesco Eugene Goldstein ne avesse in precedenza ipotizzato l'esistenza per spiegare i suoi esperimenti. Il valore della sua carica è uguale a quello dell'elettrone, ma di segno opposto: 1,602 × 10-19 coulomb. Ha inoltre spin semi-intero (1/2) ed è quindi classificato come fermione. La sua massa è poco più di 1800 volte quella dell'elettrone (circa 1836) e quasi uguale a quella del neutrone: il protone ha una massa a riposo di 1,6726231 × 10-27 kg (9,3828 × 102 MeV). Tale valore non viene predetto nell'ambito del modello standard, ma è stato determinato sperimentalmente. Alcune teorie, per risolvere il problema della massa delle particelle, ipotizzano un campo scalare che permea lo spaziotempo, che interagisce con le particelle in maniera differente: da tale interazione deriverebbe la massa. Le particelle responsabili del campo vengono chiamate bosoni di Higgs, tuttavia non esistono verifiche sperimentali della loro esistenza.
Viene anche definito un raggio classico del protone:

pari a 1.5 × 10-18m, il quale però non ha alcun significato fisico.
Il protone viene iscritto alla categoria dei
barioni, in quanto è "composto" da tre quark, detti di valenza: due up e un down.
I protoni e la chimica
Il nucleo del più comune
isotopo dell'idrogeno (il prozio) è costituito esclusivamente da un protone. I nuclei degli altri atomi sono composti da neutroni e protoni tenuti insieme dalla forza forte, che contrasta efficacemente la repulsione coulombiana e consente alle particelle neutre di restare legate a quelle cariche. Il numero di protoni nel nucleo, detto numero atomico, determina le proprietà chimiche dell'atomo e la natura stessa dell'elemento.
In
chimica e biochimica il termine viene usato quasi sempre impropriamente per riferirsi allo ione dell'idrogeno in soluzione acquosa (idrogenione), mentre in realtà il protone libero in soluzione acquosa non esiste ed esiste invece il composto covalente catione idrossonio o semplicemente ossonio H3O+. In questo contesto, secondo la teoria acido-base di Broensted-Lowry, un donatore di protoni è un acido e un accettore di protoni una base.

Il decadimento del protone
In base alle conoscenze attuali di fisica particellare il protone è una particella stabile. Ciò vuol dire che esso non
decade in altre particelle. Questo è dovuto alla conservazione del numero barionico nei processi elementari. Infatti il barione più leggero è proprio il protone. Tuttavia, molti modelli teorici di grande unificazione (GUT), prevedono processi di non conservazione del numero barionico, tra cui il decadimento del protone. Quindi analizzando il decadimento protonico è possibile ricavare informazioni sulle teorie di grande unificazione. Per questo motivo nel mondo sono attivi diversi esperimenti che hanno come obiettivo quello di misurare la vita media del protone. Tale evento, però, se esiste è estremamente raro da richiedere apparati molto grandi e complessi. Attualmente esistono solo dei limiti sperimentali per i diversi canali di decadimento, tutti molto maggiori della vita media dell'universo. Ad esempio, uno dei canali di decadimento maggiormente studiato è il seguente:
p → e+ + π0
con un limite inferiore per la vita media parziale pari a 1,6*1033 anni .

Neutrone

In fisica, il neutrone è una particella subatomica senza carica elettrica e con massa a riposo di 939,57 MeV (leggermente superiore a quella del protone, pari a 938,27 MeV).
I nuclei atomici degli elementi (ad eccezione del più comune isotopo dell'idrogeno, che consiste di un singolo protone) sono composti da protoni e neutroni.

I protoni all'interno del nucleo si trasformano continuamente in neutroni e viceversa, mediante l'emissione e l'assorbimento di pioni. Il neutrone è classificato come barione, ed è costituito da due quark down e un quark up.
La caratteristica dei neutroni, che li differenzia dalle altre particelle subatomiche, è l'assenza di carica elettrica. Questa proprietà dei neutroni, che ne ritardò la scoperta, li rende molto penetranti e difficili da osservare direttamente. Le particelle cariche (come i protoni, gli elettroni e le particelle alfa) perdono energia quando passano attraverso la materia, a causa delle forze elettromagnetiche che ionizzano gli atomi con cui tali particelle si trovano a interagire. Il neutrone risente soltanto marginalmente di queste forze, mentre è soggetto all'azione della forza nucleare forte, che però ha un corto raggio d'azione ed è efficace soltanto se il neutrone si trova molto vicino ad un nucleo. Di conseguenza, un neutrone libero prosegue il suo tragitto sostanzialmente indisturbato fino a quando non urta "frontalmente" con un nucleo. A causa della ridotta sezione trasversale dei nuclei, queste collisioni avvengono molto raramente e i neutroni percorrono grandi distanze prima di collidere. Nel caso di una collisione di tipo elastico, il nucleo colpito è messo in movimento dal neutrone, con una velocità che è relativamente bassa se si tratta di un nucleo pesante; nel caso si tratti di un protone (che ha una massa approssimativamente pari a quella del neutrone), esso viene proiettato in avanti con una frazione significativa della velocità originaria del neutrone, che a sua volta rallenta. I nuclei messi in moto mediante queste collisioni sono carichi, producono ionizzazione e possono essere facilmente rilevati sperimentalmente.
L'assenza di carica del neutrone, lo rende non solo difficile da rilevare, ma anche difficile da controllare. Le particelle cariche possono essere accelerate, decelerate e deflesse da campi elettrici o magnetici, che però non hanno praticamente effetto sui neutroni. Inoltre, i neutroni liberi possono essere ottenuti solo dalla disintegrazione del nucleo; non ne esiste una sorgente naturale. L'unico mezzo per controllare i neutroni liberi è quello di porre dei nuclei sulla loro traiettoria, in modo che i neutroni vengano rallentati, deflessi o assorbiti nella collisione. Questi effetti sono di grande importanza nei reattori e nelle armi nucleari.

STORIA:
Nel 1930, in Germania, Walther Bothe e H. Becker, osservarono che se le particelle alfa del polonio, dotate di grande energia, incidevano su nuclei di elementi leggeri, specificatamente berillio, boro e litio, era prodotta una radiazione particolarmente penetrante. In un primo momento si ritenne che potesse trattarsi di radiazione gamma, sebbene si mostrasse più penetrante dei raggi gamma allora conosciuti e i dettagli dei risultati sperimentali fossero difficili da interpretare in tali termini. Il successivo contributo fu apportato a cavallo tra il 1931 e il 1932 da Irene Curie e suo marito F. Joliot a Parigi: essi mostrarono che questa radiazione misteriosa, se colpiva paraffina o altri composti contenenti idrogeno, ne provocava l'espulsione di protoni di alta energia. Ciò non era del tutto in contrasto con la supposta natura elettromagnetica della radiazione, ma una dettagliata analisi quantitativa delle misure rendeva difficile abbracciare tale ipotesi. Finalmente, all'inizio del 1932, il fisico James Chadwick, in Inghilterra, eseguì una serie di misurazioni che mostrarono come l'ipotesi dei raggi gamma fosse insufficiente a dare conto dei dati osservativi. Egli congetturò che la radiazione penetrante del berillio consistesse in particelle neutre dotate di massa approssimativamente uguale a quella dei protoni, la cui esistenza era stata congetturata più di un decennio prima, ma la cui ricerca sperimentale si era rivelata fino ad allora infruttuosa.

Hi...

E siccome il professore è romantico...

Ciao!


Buongiorno a tutti!!

Hello!

Salve a tutti...

Ciao!

Salve a tutti!

neutrone, protone e elettrone...

NEUTRONE
Particella elementare con carica nulla. Scoperto da J. Chadwich nel 1932, costituisce il nucleo degli atomi insieme al protone. Se libero ha una vita media di ca 9x10alla seconda secondi e tende a decadere in un protone, un elettrone e un antineutrino. Per spiegare la presenza di momento magnetico pur essendo nulla la carica, si suppone oggi che il neutrone sia composto da tre quark (due d e un u).

PROTONE
Particella elementare della famiglia dei nucleoni, così chiamata da E. Rutherford nel 1920, con carica uguale e opposta (positiva) a quella dell'elettrone, come è dimostrato dal fatto che l'atomo di idrogeno è elettricamente neutro. E' considerato quasi-stabile e insieme al neutrone è il costituente dei nuclei atomici. La fisica delle alte energie ha permesso di affermare che il protone è dotato di struttura interna e quindi non può essere considerato alla stregua delle particelle "elementari" come i leptoni.

ELETTRONE
Particella elementare stabile la prima ad essere identificata e studiata (J.J. Thomson, 1897) e la più leggera dotata di carica elettrica; tale carica è per convenzione considerata negativa. E' la più piccola carica libera conosciuta. Gli elettroni sono costituenti fondamentali dell'atomo, occupandone quasi tutto il volume e ruotando intorno al nucleo, in virtù di forze elettromagnetiche. L'interazione elettromagnetica fra elettroni e la relativa libertà di spostamento nei metalli (conduzione) spiegano la maggior parte dei fenomeni elettrici e chimico-fisici oggi conosciuti.

ciaoooo

bella professò

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bella professò

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bella professò

ciaoooo

bella professò

L' elettrone

Elettrone = particella subatomica. Consiste in una carica elettrica negativa di qe = 1,602 · 10−19 C e una massa di circa 9,10 · 10−31 kg (0,511 MeV/c²).
L'elettrone viene scritto con il simbolo e−. L'antiparticella dell'elettrone è il positrone, che ha una carica elettrica positiva. Gli atomi sono formati da un nucleo (composto da protoni e neutroni) circondato da elettroni. La massa dell'elettrone è 1/1836 di quella dei neutroni e protoni.L'elettrone fa parte della classe delle particelle subatomiche dette leptoni, componenti fondamentali della materia (non scomponibili in particelle più piccole).l'elettrone ha spin semi - intero pari a 1/2, il che implica che è un fermione, ovvero, rispetta la statistica di Fermi-Dirac e il principio di esclusione di Pauli, non è quindi possibile avere più elettroni nello stesso stato.

sabato 7 marzo 2009

Elettrone, Protone e Neutrone.

L'elettrone è una delle 3 particelle costituente l'atomo. L'elettrone è il piu leggero e il piu piccolo; così piccolo da non poter essere misurato per questo è chiamato "puntiforme".
Non possiede una struttura interna e non è composta da particelle piu piccole.
Abbreviato con il simbolo "e-" e ha una carica negativa.
la sua scoperta avvenne nel 1897 da parte di J.J THOMPSON.
La sua massa è: me = 9.1 × 10 elevato a -28 gr
Il protone é, invece, uno dei 2 costituenti del nucleo atomico.Piu pesante dell elettrone.La sua massa è circa 2000 quella dell elettrone.
la sua massa: mp = 1.67 × 10 elevato a -24 gr
il suo raggio è: rp = 1 fm (1 fm = 10 elevato a -15 m)
Prende il nome dal fisico italiano Enrico Fermi, è usata anche per le misure atomiche e subatomiche.La sua scoperta non è legata a nessun esperimento
Il neutrone è uno dei 2 costituenti del nucleo atomico.
La sua massa è il 10% maggiore di quella del protone;
il suo raggio è rn = 1 fm
Il suo simbolo è "n" e non ha carica elettrica, quindi è elettricamente Neutra.

elettrone, protone e neutrone

Verso la fine dell'800 con la scoperta dell'elettrone fu dimostrato che l'atomo non era indivisibile, ma composto da particelle più piccole (alle quali ci si riferisce con il termine subatomiche). La scoperta dell'elettrone risale al 1897, anno in cui Joseph John Thomson osservò che i raggi catodici erano sensibili ai campi elettrici e magnetici, e che si comportavano come particelle cariche negativamente. Thomson ipotizzò che queste particelle negative fossero una componente di tutti gli atomi.
Goldstein osservò che nei tubi catodici prendevano corpo anche raggi di un'altra natura, che andavano in direzione opposta e quindi erano costituiti da particelle cariche positivamente. Le particelle positive che venivano a formarsi avevano un rapporto di m/c 1836 volte maggiore di quello dell'elettrone. A tali particelle fu dato il nome di protoni.
Il fisico inglese James Chadwick scoprì nel 1932 l'esistenza di una nuova particella neutra con massa quasi uguale a quella del protone: il neutrone. Questa scoperta gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1935.

venerdì 6 marzo 2009

Spettroscopia

La misura e lo studio di uno spettro viene chiamato spettroscopia, e per spettro intendiamo la gamma di colori che possiamo osservare quando la luce bianca viene dispersa mediante un prisma, e con la scoperta della natura ondulatoria della luce, questo termine venne riferito all’intensità della luce in funzione della sua frequenza e lunghezza d’onda.
Oggi il termine spettro è riferito a un flusso di particelle in funzione della loro energia, lunghezza d’onda, frequenza o massa.
Uno strumento che permette di misurare uno spettro viene chiamato spettrometro, spettrografo o spettrofotometro.

lunedì 23 febbraio 2009

Mini Guida Berlino

Potete scaricate e stampare queste note su Berlino. C'è qualche notizia che può tornare utile in gita.

mercoledì 18 febbraio 2009

William Crookes

William Crookes, chimico e fisico britannico, nacque a Londra il 17 giugno 1832. Questi compì ricerche in numerosi campi della fisica e della chimica.
Nel 1861, grazie all’analisi spettroscopica, riesce a individuare e a isolare, un nuovo elemento che aveva la caratteristica di emettere un raggio di colore verde intenso nello spettro elettromagnetico; e per questa sua particolarità che è stato chiamato tallio, dal greco germoglio verde.
Per determinare il peso atomico del tallio, Crookes si interessa della produzione dei vuoti spinti, ed è questo aspetto delle sue ricerche che lo spinge a interessarsi allo studio dei raggi catodici, che ora sappiamo essere dei semplici flussi di elettroni, e allo sviluppo di tecniche capaci di produrre vuoti pari anche a un milionesimo di atmosfera. Sappiamo dunque che questi particolari raggi viaggiano in linea retta, producono fluorescenza nel vetro di cui sono costituiti i tubi catodici nei quali avviene la produzione stessa dei raggi, e sono sensibili all’azione di un campo magnetico. Crookes sostiene inoltre che la natura dei raggi catodici sia corpuscolare e non ondulatoria.
Lo scienziato inglese si occupa tra le altre cose anche di ricerche scientifiche in ambito commerciale e tecnologico, dalla produzione di zucchero all’illuminazione elettrica, dai fertilizzanti azotati alla telegrafia senza fili.
Il 4 aprile del 1919 William Crookes muore a Londra.

sabato 14 febbraio 2009

L'atomo

Tutte le sostanze sono costituite da piccole particelle: gli atomi. Gli atomi sono così piccoli che in una capocchia di spillo ve ne sono 60 miliardi.

Sono stati i greci i primi a pensare che la materia fosse composta di particelle. A loro volta, gli atomi sono costituiti da particelle ancora più piccole: i protoni, i neutroni e gli elettroni. I protoni hanno carica elettrica positiva, gli elettroni negativa e i neutroni non hanno carica.

La struttura dell’atomo
Il cuore di un atomo è formato da un nucleo che è molto piccolo
rispetto all'atomo, ma ne contiene quasi tutta la massa. Le particelle
che lo compongono sono i protoni e i neutroni.
Il numero dei protoni del nucleo è il numero atomico di un elemento;
quello di protoni e dei neutroni insieme indica, invece, il numero di massa.
Gli elettroni, che sono esterni al nucleo, sono numericamente uguali ai
protoni, ma hanno una massa molto piccola.


chimica

L'ATOMO
Sono stati i greci i primi a pensare che la materia fosse composta di particelle. A loro volta, gli atomi sono costituiti da particelle ancora più piccole: i protoni, i neutroni e gli elettroni. I protoni hanno carica elettrica positiva, gli elettroni negativa e i neutroni non hanno carica.

STRUTTURA DELL'ATOMO
Il cuore di un atomo è formato da un nucleo che è molto piccolo rispetto all'atomo, ma ne contiene quasi tutta la massa. Le particelle che lo compongono sono i protoni e i neutroni.Il numero dei protoni del nucleo è il numero atomico di un elemento; quello di protoni e dei neutroni insieme indica, invece, il numero di massa.Gli elettroni, che sono esterni al nucleo, sono numericamente uguali ai protoni, ma hanno una massa molto piccola.

LA TEORIA ATOMICA DI DALTON
All'inizio del 1800 lo scienziato inglese John Dalton formulò la prima teoria atomica della materia scientificamente valida. Dalton si rese conto che questa ipotesi forniva una perfetta chiave di interpretazione di tutte le fondamentali leggi della chimica a quei tempi già note (la legge di conservazione della massa, la legge delle proporzioni definite e la legge delle proporzioni multiple da lui stesso enunciata).Il termine atomo (dal greco: indivisibile) fu ripreso dal filosofo greco Democrito che per primo, nel IV sec. a.C., aveva ipotizzato che la materia fosse costituita da particelle indivisibili. Quella di Democrito era una teoria filosofica, non si basava cioè su dati oggettivi e non incontrò daltronde un grande favore. Nei secoli che seguirono, infatti, le interpretazioni più seguite furono altre e fu necessario aspettare 2000 anni perchè queste idee riprendessero piede. Dal 1800 a oggi la teoria atomica di Dalton ha avuto continue conferme e da non molti anni, attraverso l'uso di tecniche microscopiche sofisticate, è stato anche possibile ottenere immagini dirette di alcuni atomi.
I punti principali della teoria atomica di Dalton possono essere così schematizzati:
La materia ha una natura discontinua ed è costituita da particelle microscopiche non ulteriormnte divisibili (atomi).
Gli atomi di uno stesso elemento sono tutti uguali.
Gli atomi di elementi differenti sono diversi.
Nei composti e nelle reazioni chimiche non possono essere presenti che numeri interi di atomi (non ha cioè senso parlare di frazioni di atomi).
Anche la teoria di Dalton tuttavia dovette ben presto essere modificata. Le nuove scoperte fatte tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 dimostrarono infatti che l'atomo è divisibile e costituito da particelle più piccole dette subatomiche. Rimane valida la seguente definizione di atomo:
L'atomo è la più piccola parte di un elemento che ne mantiene le caratteristiche.

L'elettrone
Delle tre particelle che costituiscono l’atomo, l’elettrone è il più leggero, la sua massa è
infatti: me = 9.1 × 10-28 gr. L’elettrone viene abbreviato con il simbolo “e”. L’elettrone è privo di struttura interna, cioè è una particella fondamentale in quanto non composta da altre più piccole, la carica di questo è negativa.
La scoperta degli elettroni nel 1897 avviene da parte di J.J.Thompson. Egli mentre studiava la natura dei raggi catodici per mezzo di tubi a scarica nei gas, scoprì tramite delle scariche elettriche prodotte da lui stesso all’interno di un tubo che conteneva un gas rarefatto un flusso di particelle con carica negativa, che venivano dal catodo, e costituenti quindi i raggi catodici. Il fisico arrivò alla conclusione che con qualunque gas e materiale usato per l’apparecchiatura il risultato sarebbe stato il medesimo, e dedusse che queste particelle chiamate in seguito elettroni facevano parte dell’atomo stesso. In seguito scoprì che un elettrone è all’incirca 1840 volte più piccolo di un atomo di idrogeno (H).




Il protone
Il protone è, insieme al neutrone, uno dei 2 costituenti del nucleo atomico. Il protone è molto più pesante dell'elettrone; la sua massa è infatti circa 2000 volte quella dell'elettrone. mp = 1.67 × 10-24 gr. Il protone viene comunemente abbreviato con il simbolo “p”, e la sua carica elettrica è uguale a quella dell'elettrone ma ha segno opposto, ovvero è positiva: QP = + e. La scoperta del protone non è legata ai risultati di un esperimento preciso. Intorno al 1920, si accertò che non esisteva alcun componente nucleare di carica positiva più leggero dell'atomo di idrogeno e si arrivò alla conclusione che il costituente fondamentale dei nuclei atomici fosse il nucleo di idrogeno, che fu chiamato protone. La sua scoperta viene generalmente attribuita a Ernest Rutherford.



Il neutrone
Il neutrone è, insieme al protone, uno dei 2 costituenti del nucleo atomico. La massa del neutrone è di circa 10% maggiore a quella del protone. Il raggio del neutrone è rn = 1 fm, come quello del protone. Il neutrone viene comunemente abbreviato con il simbolo “n”, e non possiede carica elettrica, ovvero è una particella elettricamente neutra. Nel 1932, Chadwick, sulla base dei risultati di alcuni esperimenti da lui eseguiti su questa nuova radiazione, constatò che questa non poteva essere radiazione elettromagnetica, ma particelle neutre (cioè con carica elettrica nulla) di massa circa uguale a quella del protone; il neutrone.





Ernest Rutherford
Fisico, ideò il modello planetario dell'atomo; fu tra i primi a comprendere la natura della disintegrazione spontanea degli atomi radioattivi degli elementi ed a conseguire la disintegrazione artificiale del nucleo, ponendo così le basi della "teoria della radioattività". Per questo, nel 1908, gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica.
Nel 1895 vince una borsa di studio per il famoso Laboratorio Cavendish di Cambridge, diretto da J.J.Thomson, ove svolse importanti ricerche che gli meritarono, nel 1897, la cattedra di fisica all'Università di Montreal, dove iniziò lo studio della radioattività.Nel 1907 ottenne una cattedra all'Università di Manchester; nel 1918 viene nominato "socio straniero" dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 1919 successe a Thomson nella cattedra all'Università di Cambridge e nella direzione dei Laboratori Cavendish, uno dei traguardi maggiormente ambiti nel mondo scientifico.Fu eletto membro onorario di quasi tutte la Accademie scientifiche del mondo, ed alla sua morte fu sepolto a Westminster.
Non comprese la teoria della relatività ma sostenne Bohr nelle ricerche di fisica quantistica e con i suoi esperimenti sulle particelle a giunse al concetto di nucleo dell'atomo, chiave di volta di tutta la fisica moderna.

Dalton

Dalton disse "Tutti i fluidi elastici espandono la stessa quantità di calore". He also clarified what he had pointed out in Meteorological Observations —that the air is not a vast chemical solvent as Antoine-Laurent Lavoisier and his followers had thought, but a mechanical system, where the pressure exerted by each gas in a mixture is independent of the pressure exerted by the other gases, and where the total pressure is the sum of the pressures of each gas. Ha inoltre chiarito ciò che aveva sottolineato nelle osservazioni meteorologiche, che l'aria non è un grande solvente chimico come Antoine-Laurent Lavoisier e i suoi seguaci avevano pensato, ma un sistema meccanico, dove la pressione esercitata da ciascuno dei gas in una miscela è indipendente dalla pressione esercitata dagli altri gas, e in cui la pressione totale è la somma delle pressioni di ciascun gas. In explaining the law of partial pressures to skeptical chemists of the day—including Humphry Davy—Dalton claimed that the forces of repulsion thought to cause pressure acted only between atoms of the same kind and that the atoms in a mixture were indeed different in weight and "complexity."


Ha provveduto a calcolare pesi atomici da composizioni percentuali di composti, utilizzando un sistema arbitrario per determinare la probabile struttura atomica di ogni composto. If there are two elements that can combine, their combinations will occur in a set sequence. Se ci sono due elementi che possono unire le loro combinazioni si verifica una sequenza. The first compound will have one atom of A and one of B; the next, one atom of A and two atoms of B; the next, two atoms of A and one of B; and so on. Il primo sarà composto di un atomo di A e uno di B, il prossimo, un atomo di A e da due atomi di B, il prossimo, due atomi di A e uno di B, e così via. Hence, water is HO. Per questo motivo, l'acqua è HO.



J.J. Thomson

Nel 1897 il fisico Joseph John (JJ) Thomson (1856-1940) scoprì l'elettrone in una serie di esperimenti volti a studiare la natura della scarica elettrica in un tubo catodico, un settore oggetto di indagine da numerosi scienziati. Nel 1904 ha suggerito un modello di atomo come una sfera di materia positivo in cui gli elettroni sono posizionati da forze elettrostatiche. His efforts to estimate the number of electrons in an atom from measurements of the scattering of light, X, beta, and gamma rays initiated the research trajectory along which his student Ernest Rutherford moved. I suoi sforzi per stimare il numero di elettroni in un atomo di misurazione della dispersione di luce, X, beta, raggi gamma e ha avviato il percorso di ricerca lungo il quale il suo allievo Ernest Rutherford fu mosso. Thomson's last important experimental program focused on determining the nature of positively charged particles.

Ernest Rutherford

Fisico, ideò il modello planetario dell'atomo; fu tra i primi a comprendere la natura della disintegrazione spontanea degli atomi radioattivi degli elementi ed a conseguire la disintegrazione artificiale del nucleo, ponendo così le basi della "teoria della radioattività". Per questo, nel 1908, gli fu assegnato il premio Nobel per la chimica.

Atomo

L'atomo è la più piccola parte di un elemento che ne conserva le proprietà chimiche.
L'atomo è costituito da protoni, neutroni ed elettroni. Protoni e Neutroni (che sono costituiti da quark) formano il nucleo e determinano il numero di massa dell'atomo, mentre gli elettroni ruotano attorno al nucleo in dei gusci e sono tanti quanti sono i protoni. Il numero dei Protoni corrisponde al numero atomico.
Ogni elemento è formato da atomi che, pur avendo uguale numero atomico, hanno diversa massa atomica. Ciò é dovuto alla possibilità di un differente numero di neutroni nella struttura nucleare. Tali atomi sono detti isotopi, alcuni dei quali sono instabili e, quindi, radioattivi.
Protone
Particella con carica elettrica positiva. I protoni sonocontenuti nel nucleo di un atomo. Il loro numero è uguale a quello degli elettroni, il che rende l'atomo bilanciato elettricamente. Il numero dei protoni nell'atomo di un elemento è il numero atomico di quell'elemento.

Neutrone
Particella atomica che non ha carica elettrica. I neutroni sono contenuti nel nucleo di un atomo assieme ai protoni. Sia i Protoni che i Neutroni hanno massa uguale a 1. Il numero totale dei Neutroni e dei Protoni negli atomi di un elemento ne determina la massa atomica. In genere il numero dei Neutroni è pari a quello dei Protoni.

Neutrone, Elettrone, Protone.

Neutrone.
La scoperta del neutrone risale al 1932 e si deve al fisico inglese Chadwick (nobel 1935). Insieme al protone è uno dei costituenti del nucleo atomico. La sua massa è circa 10% maggiore di quella del protone; non pèossiede carica elettrica, ovvero è una particella elettricamente neutra. I neutroni, pur essendo globalmente neutri, sono composti da particelle cariche e devono avere al loro interno una distribuzione spaziale di carica misurabile. Il neutrone appartiene alla famiglia degli androni ed è soggeto pertanto sia alle interazioni forti che a quelle deboli. Sia il protone che il neutrone vengono definiti nucleoni, in quanto costituiscono i nuclei atomici. I neutroni sono composti da 3 quarks e precisamente da due down e un up (n=ddu).
La prima ipotesi dell'esistenza del neutrone fu fatta da Rutherford nel 1920. Fu lui a ipotizzare che un protone poteva essere legato a un elettrone formando così un'unica particella: il neutrone. I n questo modo Rutherford cercò di superare le difficoltà presentate dall'ipotesi del confinamento degli elettroni nei nuclei. L'idea del neutrone offrì la soluzione del problema anche se questo non poteva essere considerato come l'aggregazione di un elettrone e di un protone.
Nel 1930 Bothe e Becker osservarono l'emissione di una radiazione neutra mentre bombardavano con particelle α su campioni di berilio. La possibile presenza del neutrone anche all'esterno del nucleo negava che questo fosse un aggregato di elettrone e protone come invece affermò Rutherford. Dopo questa scoperta si sviluppò un'intensa ricerca per capire questo tipo di radiazione.Nel 1932 Chadwick, dopo aver eseguito diversi esperimenti su questa radiazione, affermò che questa non poteva essere una radiazione elettromagnetica, e ipotizzò che il neutrone fosse una nuova particella neutra.


Elettrone.
L'elettrone è la particella più piccola e leggera fra quelle che costituiscono gli atomi. E' una particella fondamentale in quanto è privo di struttura interna e la sua carica è negativa. La sua scoperta è dovuta a J.J.Thomson,che l'ha scoperta nel 1897. Il fisico, mentre studiava la conduzione elettrica nei gas, scoprì che facendo passare delle scariche elettriche attraverso un gas molto rarefatto contenuto in un tubo di vetro , si producevano dei raggi luminescenti provenienti dal catodo (polo negativo), chiamati quindi raggi catodici. Thomson comprese che i raggi erano composti di particelle dotate di carica elettrica negativa e di massa piccolissima,uguali fra loro qualunque fosse il gas usato: le particelle così chiamate furono chiamate elettroni. Thomson capì quindi di trovarsi davanti a parti di atomo e ipotizzò perciò che l'atomo non fosse indivisibile come si era creduto fino ad allora.


Protone.
Il protone è insieme al neutrone uno dei due costituenti del nucleo atomico, ed è dotato di carica elettrica positiva. La sua scoperta generalmente viene attribuita a Ernest Rutherford, sebbene il fisico tedesco Eugene Goldstein ne avesse ipotizzato in precedenza l'esistenza per poter spiegare i suoi esperimenti. La sua massa è quasi uguale a quella del protone e maggiore di circa 2000 volte rispetto a quella dell'elettrone. La scoperta di questa particella non è legata ai risultati di un preciso esperimento, com'è invece avvenuto per le altre particelle; infatti, intorno al 1920, si accertò che non esisteva alcun componente nucleare di carica positiva più leggero dell'atomo di idrogeno e si arrivò dunque alla conclusione che il costituente fondamentale dei nuclei atomici fosse il nucleo di idrogeno, che fu chiamato protone (dal greco proton = primo).

Dalton


All'inizio del 1800 lo scienziato inglese John Dalton formulò la prima teoria atomica della materia scientificamente valida. Dalton si rese conto che questa ipotesi forniva una perfetta chiave di interpretazione di tutte le fondamentali leggi della chimica a quei tempi già note. Il termine atomo (dal greco: indivisibile) fu ripreso dal filosofo greco Democrito che per primo, nel IV sec. a.C., aveva ipotizzato che la materia fosse costituita da particelle indivisibili. Quella di Democrito era una teoria filosofica, non si basava cioè su dati oggettivi e non incontrò daltronde un grande favore. Nei secoli che seguirono, infatti, le interpretazioni più seguite furono altre e fu necessario aspettare 2000 anni perchè queste idee riprendessero piede. Dal 1800 a oggi la teoria atomica di Dalton ha avuto continue conferme e da non molti anni, attraverso l'uso di tecniche microscopiche sofisticate, è stato anche possibile ottenere immagini dirette di alcuni atomi.I punti principali della teoria atomica di Dalton sono:La materia ha una natura discontinua ed è costituita da particelle microscopiche non ulteriormnte divisibili (atomi).Gli atomi di uno stesso elemento sono tutti uguali.Gli atomi di elementi differenti sono diversi.Nei composti e nelle reazioni chimiche non possono essere presenti che numeri interi di atomiAnche la teoria di Dalton tuttavia dovette ben presto essere modificata. Le nuove scoperte fatte tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 dimostrarono infatti che l'atomo è divisibile e costituito da particelle più piccole dette subatomiche. Rimane valida la seguente definizione di atomo:"L'atomo è la più piccola parte di un elemento che ne mantiene le caratteristiche."

John Dalton

John Dalton (1766-1844) scienziato inglese, fondatore dell'atomistica moderna, studia e chiarisce le relazioni ponderali fra gli elementi. Enuncia la "legge delle pressioni parziali".
Egli usò simboli nuovi per identificare gli atomi, ma anche per alcuni composti. Per ogni elemento, la base del simbolo è un cerchio ma prevede anche lettere e simboli grafici.






IL PROTONE

Il protone è la particella elementare che costituisce il nucleo dell'atomo di idrogeno e, con il neutrone, forma l'unità base di tutti i nuclei atomici. Infatti il termine "protone" deriva dal greco e significa "primo", ossia è la particella che occupa il primo posto nella struttura del nucleo atomico.La materia, nelle sue meravigliose diverse realtà, è data dalle diverse combinazioni di soli 92 atomi (i 92 elementi chimici), che si differenziano fra loro per il "numero atomico" e la "massa atomica".Il numero atomico corrisponde al numero di protoni di cui sono provvisti i loro nuclei, che va da 1 per l'idrogeno a 92 per l'uranio.La massa atomica, che è quasi interamente concentrata nel nucleo e varia in modo discontinuo, dipende dal numero di particelle (protoni e neutroni) che sono contenute nel nucleo: l'elemento più leggero è l'idrogeno, quello più pesante l'uranio.La carica elettrica del protone è uguale in valore assoluto a quella dell'elettrone, ossia di 1,60210·10-19C (Coulomb), ma di segno positivo e la sua massa, pari a 1,6724·10-24g, ( o 1u.m.a.) è uguale a 1836,1 volte quella dell'elettrone.La massa dei componenti atomici può essere espressa, come vedete, anche in "unità di massa atomica" (u.m.a.), pari a 1/12 della massa dell'isotopo 12 del carbonio, che ha massa 12.Attraversando la materia il protone perde energia, cedendola agli elettroni del corpo, e subendo un rallentamento della sua corsa.Le ultime teorie fanno però supporre che il protone non sia una particella indivisibile, ma bensì che nel suo interno esista addirittura un universo in miniatura, ancora sconosciuto ed avvolto nel mistero.

http://www-news.uchicago.edu/fermi/Group29/fermi/protone.htm



Rutherford

Rutherford si servì di un semplice laboratorio sperimentale in cui erano presenti alcuni pannelli fluorescenti, i ricevitori disposti a cerchio, e nel centro una sottile lamina di oro. Su questa lamina venivano convogliate delle particelle alpha, ovvero due protoni e due neutroni, prodotte da un materiale radioattivo.
La maggior parte delle particelle emesse dal materiale radioattivo riuscivano a passare la sottile lamina di oro ma, con grande sorpresa dello scienziato, alcune particelle venivano deviate ed altre ancora respinte dalla lamina. L'energia cinetica delle particella alpha era sufficiente a passare attraverso l'oro, anche secondo la concezione Thomsoniana, ma l'esperimento dimostrava il contrario.
Rutherford comprese che la maggior parte delle particelle alpha passava attraverso la lamina d'oro perchè questa era formata da elementi aventi un nucleo e un orbitale elettronico tenuto a distanza da esso. Gli elettroni non sono stazionari, come previsto da Thomson ma sono in continuo movimento intorno al nucleo proprio come i pianeti del sistema solare lo sono intorno al sole.

Limiti del modello atomico di Rutherford. Sebbene gli esperimenti e le analisi del professor Rutherford fossero state di fondamentale importanza per colmare la lacune introdotte dal modello atomico di Thomson non era ancora stato spiegato come mai gli elettroni non cedevano energia all'esterno mentre orbitavano attorno al nucleo. La eventuale spinta cinetica, ovvero l'energia di movimento, poteva far orbitare l'elettrone per poco tempo e avrebbe dovuto essere rinnovata da qualcosa, a discapito di un consumo energetico, ma così non era. Eppure l'elettrone doveva orbitare intorno al nucleo ma, allo stesso tempo, non perdere energia evitando così di collassare dopo breve tempo. La risposta a queste domande fu data dal modello di Bohr, che dopo pochi anni rispetto al modello atomico di Rutherford, illustrò una particolarità dell'elettrone sfuggita a quest'ultimo.

I Quark

Non tutte le particelle che compongono l'atomo sono particelle elementari, ciò vuol dire che alcune particelle sono a loro volta composte da altre particelle più piccole.In particolare il protone e il neutrone sono composti da altre particelle dette quark. La teoria dei quark venne avanzata per la prima volta nel 1963 dai fisici statunitensi Murray Gell-Mann e George Zweig,che ipotizzarono di poter spiegare le proprietà di molte particelle considerandole composte da quark elementari. I quark si differenziano dai leptoni, l'altra famiglia di particelle elementari, per la carica elettrica e sono in tutto sei:
1. Quark Up, detto anche quark-u.
2. Quark Down, detto anche quark-d.
3. Quark Strange, detto anche quark-s.
4. Quark Charm, detto ache quark-c.
5. Quark Bottom, detto anche quark-b.
6. Quark Top, detto anche quark-t.
I quark vengono tenuti insieme tra loro dalla forza forte, la stessa che lega tra loro protoni e neutroni. I quark inoltre decadono, a causa della forza debole. Essi a volte si traformano da up a down e viceversa, cambiando in questo modo anche i protoni, i quali diventano neutroni e viceversa.Il loro decadimento produce altre particelle, tra le quali i bosoni e gli antineutrini (ciò è definito decadimento beta, comportamento radioattività scoperto da Fermi nel 1933).

Di seguito il link di un video che spiega il modello atomico di Rutherford:
http://www.youtube.com/watch?v=s4rTK3MkmE8&feature=PlayList&p=3FEA5DAEA9B18FC6&playnext=1&index=17

domenica 25 gennaio 2009

Nuovi redattori

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Ciao a tutti.
Coloro di voi che hanno comunicato la propria mail al mio indirizzo asararo@gmail.com sono stati autorizzati come redattori del blog. Controllate la casella dell'indirizzo che avete scelto. Dovreste trovare un invito da parte di Google; seguite le istruzioni.
Chi avesse problemi mi contatti sempre attraverso la mail asararo@gmail.com (la controllerò senz'altro stasera e domani e vi risponderò subito).
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Suggerito da voi - Clara e Daniele

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http://it.youtube.com/watch?v=IVR6ly7mKc0
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Suggerito da voi - Fabio

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http://it.youtube.com/watch?v=3JlIPnyrZMw&feature=related
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http://www.isii.it/ProgettiAllievi/2003-04/RischioChimico/downloads/Organica/DistilFrazionata.pdf
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Suggerito da voi - Elisa

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Un sito che parla della distillazione www.galenotech.org/distillaz3.htm
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venerdì 16 gennaio 2009

Un nome per ogni cosa

In questo post trovate alcuni link a pagine o siti in cui si tratta dell'origine dei nomi degli elementi chimici.

Auguri a Maria Giulia – in ritardo :-)



mercoledì 3 dicembre 2008

Simulazione Terza prova in Quarta A

Un piccolissimo consiglio:
se avete studiato, state sereni.

P.S.: ...altrimenti, studiate!

sabato 22 novembre 2008

Miscugli e Soluzioni - extra

Il link ad una presentazione PowerPoint da scaricare sul proprio computer trovata da Elisa e Maria Giulia della IV B:

Diossina

Quattro link per farsi un'idea:



Un altro link, relativo al disastro di Seveso, suggerito da Simone

http://www.youtube.com/watch?v=hfjVnEdnLwU&feature=related

domenica 16 novembre 2008

Buon Compleanno, Paolino!



Arabia - Eed melad said

Australia - Happy Birthday

Brasile - Feliz Aniversario, Feliz Feliz Aniversario

Canada - Happy Birthday

Cina - Sheng Ri Kuai Le oppure Saang yaht faai lokik

Egitto - Kule Sana Winta Tayib (boy) / Kule Sana Wintie Tayyiba (Girl)

Francia - Joyeux Anniversaire

Germania - Alles gute zum Begurstag oppure Herzlichen gluckwunsch zum geburtstag

Giappone - Otanjyobi omedeto

Gran Bretagna - Happy Birthday

India - Sal Girah Mubarak

Israele - Yom Holedet Sameach

Italia - Buon compleanno

Mexico - Feliz Cumpleanos

Norvegia - Gratulere Med Daged

Olanda - Hartelijk gefeliciteerd metje verjaardag

Perù - Feliz Cumpleanos

Spagna - Feliz cumpleanos

Thailandia - Suk San Wan Keut

Venezuela - Hoy Es Tu Dia

martedì 4 novembre 2008

Anisotropia

Capacità di variare le proprietà (durezza, conducibilità elettrica, ecc.) a seconda della direzione.

-Anisotropia su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Anisotropia
-Anisotropia sul Dizionario De Mauro Paravia: http://old.demauroparavia.it/6074

venerdì 24 ottobre 2008

Cromatografia su carta e cromatogramma

La cromatografia su carta è una tecnica cromatografica che risale agli anni ’40 del secolo scorso.
Si utilizza come fase fissa un foglio di carta da filtro su cui si dispone la soluzione da separare. Si dispone il foglio di carta in modo che il fondo si immerga nella fase mobile (acqua, alcool, miscela di acqua e alcool, etc.). L'eluente sale per capillarità lungo il foglio di carta (cromatografia in fase ascendente) separando tra loro le varie componenti della soluzione.
La cromatografia in fase discendente si può realizzare ripiegando in due parti la carta da filtro in modo da poterla "agganciare" al contenitore della fase mobile e farla entrare in contatto con essa.
L'eluente, oltrepassato il bordo del contenitore, discenderà sul lato opposto e, una volta incontrata la soluzione da separare, trasporterà le sue varie componenti.
La velocità con cui le varie componenti vengono spostate dipende dalla loro affinità con l'eluente e da altri parametri.
Il grafico prodotto da un'analisi cromatografica prende il nome di cromatogramma.

La compilazione del quaderno di laboratorio


sabato 18 ottobre 2008

Aforisma

"Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"

Antoine-Laurent de Lavoisier (1743-1794) Link

venerdì 17 ottobre 2008

Miscugli e soluzioni

Matematica = orrore?

Carrubo e diamanti

Qualche giorno fa ho chiesto in classe che relazione ci fosse tra i diamanti ed il carrubo.

Su questa pagina di Wikipedia trovate la risposta: LINK

In quest'altro sito trovate ulteriori informazioni sui diamanti: LINK

Stati di aggregazione e passaggi di stato

Benvenuti

Ciao,
in questo blog troverete vari materiali, prodotti da me o reperiti in rete, in italiano più spesso ma talvolta anche in francese o inglese.
Cercherò di inserire solo quel che riterrò interessante per rendere sempre più stimolante l'apprendimento.
Vi invito a segnalare siti e ad inviare materiali da condividere tramite il blog (solo files .pdf, .ppt oppure .doc, grazie).